Telefonate, il filtro AGCOM non certifica chi chiama
Nei primi otto mesi del 2026 sono state bloccate circa 191 milioni di chiamate internazionali irregolari. Il risultato non rende affidabile ogni numero che arriva sullo schermo: cosa controllano i filtri e a cosa serve invece il Registro delle opposizioni.

Il telefono squilla e sullo schermo compare un numero italiano. Dopo l’introduzione dei filtri anti-spoofing, quel dettaglio può sembrare più rassicurante. Ma il passaggio da «questa chiamata non è stata bloccata» a «chi chiama è davvero chi dice di essere» resta sbagliato. Il nuovo bilancio AGCOM mostra un risultato concreto contro una parte del traffico irregolare, non una certificazione universale delle telefonate che arrivano.
Nel comunicato del 12 ottobre, l’Autorità riferisce che nei primi otto mesi del 2026 sono state fermate circa 191 milioni di chiamate provenienti dall’estero con numero italiano contraffatto o con numerazione non conforme alle specifiche internazionali. Per chi riceve offerte e richieste al telefono, la distinzione utile è questa: filtro di rete, identità dell’interlocutore e consenso commerciale sono tre questioni diverse.
Che cosa viene filtrato, prima dello squillo
Lo spoofing telefonico altera l’identificativo del chiamante, il numero che il destinatario vede. Il regolamento approvato con la delibera 106/25/CONS prevede misure contro le chiamate dall’estero che usano illegittimamente numerazioni nazionali per presentare la propria origine, oppure non rispettano le specifiche internazionali. Non è un sistema che ascolta l’offerta commerciale e decide se sia vera.
Il controllo viene effettuato dagli operatori sulla rete. Per beneficiare di quel filtro non viene descritta una procedura di attivazione individuale sul telefono: non va confuso con un’app che segnala numeri sospetti, con il blocco manuale di un contatto o con l’iscrizione al Registro delle opposizioni. Questi strumenti agiscono su livelli differenti e non diventano equivalenti soltanto perché possono ridurre le chiamate indesiderate.
Anche l’origine estera va interpretata correttamente. Il problema indicato dalla norma è l’uso illegittimo della numerazione, non il semplice fatto di chiamare da un altro Paese. La documentazione AGCOM contempla gli operatori mobili che gestiscono lo stato degli utenti in roaming: una persona con un numero italiano può legittimamente trovarsi all’estero. «Numero italiano dall’estero» non significa automaticamente frode.
I numeri di ottobre non misurano tutte le truffe
Il totale di circa 191 milioni si riferisce a gennaio-agosto, non al solo mese di ottobre. AGCOM indica una media di circa 790 mila chiamate bloccate al giorno e distingue tre gruppi: 38 milioni con numero fisso italiano, 148 milioni con numero mobile italiano e 4,6 milioni con numero non conforme. Sono valori arrotondati relativi alle categorie del monitoraggio.
Un altro dato richiede attenzione: rispetto al periodo dal 1° al 18 novembre 2025, prima dell’estensione del blocco alle numerazioni mobili italiane, le chiamate dall’estero con numero mobile italiano sono diminuite del 95%, passando da 26,8 a 1,2 milioni al giorno. Il confronto riguarda quel flusso di traffico. Non dimostra che siano scomparse il 95% delle truffe, né che ogni utente riceva il 95% di telefonate moleste in meno.
Il comunicato distingue inoltre la riduzione del traffico dall’attività di vigilanza. Secondo l’Autorità, i filtri hanno consentito di circoscrivere la pratica illegale con numerazioni italiane al territorio nazionale e, partendo dalle segnalazioni, di risalire a operatori e call center. È il motivo per cui il bilancio tecnico è accompagnato da provvedimenti sanzionatori: la rete non esaurisce il lavoro di controllo.
Una chiamata arrivata non è una chiamata certificata
Il limite pratico deriva proprio dall’ambito del filtro. Un controllo sul numero e sull’instradamento non stabilisce se una persona sia autorizzata a parlare per una determinata azienda, se la proposta descritta corrisponda al contratto o se il destinatario abbia dato il consenso al marketing. Il prefisso visualizzato non sostituisce nessuna di queste verifiche.
Non sarebbe corretto nemmeno concludere che ogni telefonata commerciale ancora ricevuta sia illecita. Possono esistere contatti autorizzati, mentre una chiamata indesiderata può sollevare questioni diverse dalla falsificazione del numero. Per capire quale tutela usare bisogna distinguere il problema: identità presentata, contenuto della richiesta, utilizzo dei dati personali o rispetto dell’opposizione alla pubblicità.
La conseguenza per il lettore è semplice: la presenza di un numero italiano non va trattata come un marchio di affidabilità. Se occorre verificare una richiesta, il riferimento resta un canale ufficiale dell’azienda individuato autonomamente, non la sola numerazione mostrata durante la chiamata. È una precauzione generale, non una prova che quel contatto sia fraudolento.
Il Registro delle opposizioni fa un altro lavoro
Il Registro pubblico delle opposizioni permette agli intestatari di iscrivere numeri fissi e cellulari per opporsi al telemarketing. Il servizio ufficiale spiega che l’iscrizione è gratuita e a tempo indeterminato e riguarda sia le chiamate con operatore umano sia quelle automatizzate. Il suo oggetto è l’utilizzo del numero per finalità pubblicitarie, non l’autenticazione tecnica dell’interlocutore.
L’iscrizione annulla i consensi precedentemente rilasciati, con le eccezioni descritte dal servizio: restano rilevanti i consensi dati successivamente e quelli nell’ambito di contratti attivi o cessati da non più di trenta giorni. Perciò essere iscritti non equivale a rendere vietata qualsiasi telefonata commerciale, indipendentemente dai rapporti e dalle autorizzazioni intervenuti dopo.
La funzione «Rinnovo» serve ad annullare eventuali nuovi consensi al telemarketing rilasciati dopo l’iscrizione o il precedente aggiornamento. Non proroga una scadenza del Registro, perché l’iscrizione non scade. La pagina ufficiale precisa che, se non sono stati dati nuovi consensi, non occorre rinnovare. Le richieste vengono gestite entro un giorno lavorativo, mentre l’efficacia diventa effettiva entro quindici giorni.
Tre controlli da non sovrapporre
Il bilancio di ottobre permette dunque di riconoscere un progresso senza abbassare la soglia di attenzione. Il filtro riduce specifiche chiamate irregolari prima che raggiungano il destinatario; il Registro disciplina l’opposizione al marketing; la verifica dell’interlocutore resta un passaggio distinto quando viene avanzata una richiesta. Non serve scegliere quale dei tre sia «quello vero»: rispondono a problemi differenti.
Prima di attribuire una telefonata ricevuta al fallimento del sistema, conviene quindi capire che cosa sia successo e conservare gli elementi utili a descriverlo, senza diffondere pubblicamente dati personali. Il risultato annunciato da AGCOM conta proprio se viene letto per ciò che misura. Meno traffico irregolare è un beneficio; un numero rimasto sullo schermo, da solo, non è una garanzia.
Nota editoriale. Informazioni generali verificate il 20 ottobre 2026, non consulenza legale individuale. Per l’esercizio dei diritti e le condizioni del servizio consultare le pagine ufficiali; l’illustrazione non rappresenta l’architettura tecnica dei filtri.
Fonti
- AGCOM, comunicato del 12 ottobre 2026: dati gennaio-agosto, ambito dei filtri e attività di vigilanza sulle numerazioni
- AGCOM, delibera 106/25/CONS: presentazione del numero chiamante e blocco delle chiamate internazionali irregolari
- Registro pubblico delle opposizioni, servizio per il cittadino: iscrizione, rinnovo, consensi ed efficacia delle richieste
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