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LINK e il telescopio Swift separati sopra la Terra con una traiettoria curva tra loro.

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LINK e il telescopio Swift separati sopra la Terra con una traiettoria curva tra loro. Spazio
Swift, LINK riparte dal software: il rendezvous resta da conquistare

Il nuovo controllo d’assetto usa gli attuatori rimasti. È un recupero decisivo, non la fine della missione: prima della cattura servono manovre, verifiche e margine orbitale.

Modello di Phobos che occulta un punto-Terra sopra due camere Mastcam-Z e il terreno marziano.
Spazio

Perseverance vede la Terra sparire dietro Phobos

Dal bordo del cratere Jezero, il rover ha ripreso il nostro pianeta come un punto che si spegne dietro la luna marziana. È un’occultazione pianificata, non un’eclissi né una foto istantanea.

Illustrazione di Betelgeuse, enorme supergigante rossa, con una piccola compagna candidata nell’ambiente polveroso e un telescopio in primo piano.
Spazio

Betelgeuse B emerge dal bagliore: l’indizio più forte

SPHERE sul VLT ha isolato una sorgente nella posizione prevista. Il segnale è robusto, ma una seconda epoca deve ancora mostrare che la stella orbita davvero la supergigante.

Illustrazione di CD-35 2722 B con il candidato esosatellite sulla sua orbita e accenti blu e rossi per l’effetto Doppler.
Spazio

CD-35 2722 B oscilla: la traccia di una «luna» quasi gioviana

Il VLT ha misurato un segnale periodico di circa 171 giorni nella nana bruna. È una forte evidenza per un esosatellite di massa planetaria, non una fotografia né ancora la prima esoluna confermata.

Illustrazione concettuale di Beta Pictoris d che emerge dal disco di detriti grazie alla sua firma spettroscopica atmosferica.
Spazio

Beta Pictoris d era nascosto nella polvere. Webb lo ha trovato nello spettro

Il terzo gigante del giovane sistema non è emerso come un semplice punto luminoso: la sua firma molecolare mostra perché la spettroscopia può scoprire mondi dove le immagini tradizionali si fermano.

Telescopio di osservatorio sotto un cielo stellato puntato verso un punto luminoso, per raccontare il passaggio ravvicinato dell’asteroide Apophis nel 2029.
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Apophis passerà vicino nel 2029, ma non è un allarme

L’asteroide sarà più vicino di molti satelliti geostazionari, ma NASA ed ESA escludono impatti per almeno un secolo. La storia utile è scientifica: osservare bene un passaggio raro.