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Galassie e due finali: il concorso INAF apre ai piccoli gruppi

La settima edizione del concorso ispirato a Gianni Rodari è aperta fino al 23 gennaio 2027. Non serve coinvolgere tutta la classe, ma il racconto deve restare opera degli studenti: niente testi o disegni creati con l’IA.

Libro aperto con una galassia di carta e due percorsi che si separano, metafora del concorso INAF dedicato a racconti con finali diversi.
Metafora redazionale del tema e dei finali alternativi, non un elaborato partecipante: il concorso vieta l’uso dell’IA nei testi e nei disegni inviati. Immagine generata dall’IA

Una galassia, una storia e almeno due modi per finirla. È la consegna del concorso di scrittura INAF «A Gianni Rodari, via Lattea quaraquarinci», aperto il 23 ottobre alla scuola primaria e alla secondaria di primo grado. La novità utile per insegnanti e famiglie è organizzativa: per partecipare insieme non occorre più coinvolgere tutta la classe. Bastano piccoli gruppi di almeno tre persone, alle condizioni fissate dal bando.

La settima edizione accetta opere fino al 23 gennaio 2027, alle ore 20:00, tramite i moduli della pagina ufficiale. Il tema astronomico sono le galassie; il vincolo narrativo sono i finali alternativi, ispirati a «Tante storie per giocare». Non è una gara a produrre la pagina più decorata: originalità, contenuto e rispetto delle regole contano prima dell’aspetto del file.

Piccoli gruppi sì, ma non qualsiasi gruppo

Le opere collettive devono nascere da partecipanti della stessa scuola e di pari livello scolastico. Il minimo è tre, mentre non è previsto un massimo: resta quindi possibile lavorare con l’intera classe. Le FAQ chiariscono che possono collaborare anche alunni di classi diverse, purché sia rispettato il requisito del livello scolastico. Due amici, da soli, non costituiscono invece un gruppo ammesso.

C’è poi una distinzione facile da perdere. Non si può partecipare a più opere collettive: uno studente non può comparire sia nel lavoro di un sottogruppo sia in quello dell’intera classe. Le FAQ consentono però di presentare anche un’opera individuale a chi partecipa a una collettiva, una sola per ciascuna categoria. Conviene decidere la composizione dei gruppi prima di iniziare, non alla consegna.

Il concorso ammette partecipanti residenti all’estero e di qualsiasi nazionalità, purché il testo sia in italiano e rientrino nei destinatari scolastici previsti. La lingua dell’opera, quindi, non implica un requisito di cittadinanza italiana. Per una famiglia o una scuola fuori dall’Italia è una possibilità da verificare nel bando, senza fermarsi alla parola «nazionale» che compare nella presentazione.

Le galassie non possono essere soltanto uno sfondo

Il testo può essere in prosa o in versi, con più o meno realismo. Il bando attribuisce però particolare importanza alla presenza del tema astronomico nella valutazione. La galassia deve entrare nella storia, non restare soltanto nel titolo. Per cominciare, il Gruppo Storie mette a disposizione le «Scatole Colorate», che separano il lavoro sui finali dai materiali scientifici e dagli approfondimenti.

Nella scatola blu si trovano tre dossier sulle galassie: uno per i primi anni della primaria, uno per il triennio della primaria e il primo anno della secondaria di primo grado, uno per gli ultimi due anni di quest’ultima. Le età di lettura sono indicative. L’utilità, per l’adulto che accompagna il lavoro, è partire da una risorsa proporzionata ai lettori, anziché assegnare a tutti lo stesso materiale.

La scatola rossa affronta invece la biforcazione del racconto. I finali possono avere lunghezze e toni diversi; devono essere almeno due e risultare chiaramente riconoscibili. Si possono distinguere con un’intestazione o con colori differenti, come suggeriscono gli organizzatori. Non servono due racconti scollegati: la sfida è far prendere strade diverse alla stessa storia, lasciando leggibile il punto in cui cambia.

Niente IA, neppure per abbellire il racconto

Il bando richiede un’opera originale, inedita e creata senza l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Le FAQ precisano che il divieto riguarda anche l’aiuto alla scrittura, non soltanto la produzione integrale del testo. Vale inoltre per i disegni generati a partire da istruzioni degli studenti: avere scritto la richiesta al sistema non rende quell’immagine un disegno ammesso.

Anche le immagini prese dalla rete sono vietate, comprese quelle di libero utilizzo. È una regola specifica del concorso: verificare una licenza non basta, in questo caso, a rendere utilizzabile una fotografia astronomica. I disegni realizzati dai partecipanti sono invece benvenuti. Insegnanti e famiglie possono stimolare e seguire il percorso, ma non devono trasformare il supporto organizzativo nella sostituzione degli autori.

Due facciate, disegni compresi

Per un’opera redatta al computer il massimo è di due facciate A4, con carattere di almeno 12 punti, interlinea di almeno 1 e margini adeguati. Il bando indica circa 8.000 caratteri, spazi esclusi, come riferimento orientativo: non è un’alternativa al limite delle facciate. Chi scrive a mano può arrivare a cinque facciate di foglio protocollo. Non c’è una lunghezza minima.

Disegni e abbellimenti rientrano nello stesso limite, non costituiscono pagine aggiuntive. I formati ammessi sono JPG, PNG e PDF, con un file di dimensione massima indicata di 10 MB. Prima dell’invio vale dunque la pena aprire il documento finale, verificare che tutti i finali siano leggibili e controllare che l’esportazione non abbia aggiunto una pagina vuota o spostato un’illustrazione.

Autorizzazioni e dati: separare opera e allegati

La partecipazione individuale richiede l’autorizzazione firmata da un genitore o tutore, accompagnata da un documento valido di chi firma. Per quella collettiva servono l’autorizzazione e il documento dell’insegnante di riferimento. Il bando prevede l’esclusione se manca la scheda richiesta: un racconto pronto non equivale quindi a una candidatura completa.

Il testo individuale può riportare soltanto il nome proprio dell’autore, oltre a titolo e opera. Quello collettivo deve usare il soprannome del gruppo e le indicazioni della scuola, senza nomi o cognomi di alunni e insegnanti. Gli allegati identificativi seguono il canale ufficiale, non vanno inseriti nelle pagine del racconto. Per i dettagli sul trattamento dei dati è disponibile l’informativa dell’organizzatore.

Le opere conformi saranno pubblicate sul sito del concorso; quelle vincitrici riceveranno come premio una lettura da parte di personalità della cultura letteraria e scientifica, con video disponibili online. Non bisogna confondere ammissione e vittoria. Il primo risultato da cercare, intanto, è più concreto: una storia davvero degli studenti, capace di raccontare una galassia e di lasciare aperta più di una strada.

Nota editoriale. Informazioni verificate il 25 ottobre 2026. Prima dell’invio consultare il bando, le FAQ e gli aggiornamenti ufficiali. L’illustrazione di Sona non è materiale da presentare al concorso; documenti e dati personali vanno trasmessi soltanto attraverso i canali dell’organizzatore.

Fonti

  1. INAF, pagina ufficiale della settima edizione: destinatari, scadenza, piccoli gruppi, moduli e premi
  2. INAF, bando 2026-2027 collegato dalla pagina ufficiale: originalità, divieto di IA, limiti, formati, autorizzazioni e criteri
  3. INAF, FAQ aggiornate al 23 ottobre 2026: un’opera per categoria, gruppi di classi diverse e divieto di assistenza IA
  4. INAF, Scatole Colorate VII: finali da evidenziare e tre dossier sulle galassie per diverse fasce scolastiche
  5. Media INAF, 23 ottobre 2026: apertura della settima edizione e novità della partecipazione in piccoli gruppi

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Chiara Bruno, Senior Editor, Edizione italiana di Sona News
Scritto da
Chiara Bruno
Senior Editor, Edizione italiana, Sona News

Chiara Bruno guida l’edizione italiana di Sona News e racconta economia, società e cultura con uno stile chiaro e concreto.

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