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Leonidi 2026: quando guardare, senza aspettarsi una tempesta

L’UAI richiama l’attenzione sui giorni dal 17 al 19 novembre, ma non prevede una pioggia eccezionale di meteore. Per chi osserva dall’Italia contano il cambio di data fra UTC e ora locale, il tramonto della Luna e un campo visivo ampio.

Sedia reclinabile con coperta sotto una singola scia di meteora illustrata, per preparare l’osservazione delle Leonidi lontano dalle luci.
Scena concettuale, non una fotografia del cielo di novembre: una singola scia richiama l’attesa, senza promettere una tempesta meteorica. Immagine generata dall’IA

Per organizzare una notte con le Leonidi, quest’anno conviene partire da ciò che non è previsto: una tempesta di meteore. La Sezione Meteore dell’Unione Astrofili Italiani, nel richiamo pubblicato il 29 ottobre, indica il massimo dello sciame il 17 novembre e segnala possibili incontri con antiche scie di particelle fra il 17 e il 19. È un motivo per osservare e raccogliere dati, non l’annuncio di un cielo attraversato senza sosta da scie luminose.

Per chi guarda dall’Italia, la preparazione utile è più concreta: scegliere una notte serena, verificare quando la Luna lascia il cielo e leggere con attenzione il fuso orario delle previsioni. Il passaggio dalla sera del 17 alle prime ore del 18 novembre è una finestra da considerare, non un appuntamento garantito al minuto. Anche le fonti specialistiche distinguono fra il massimo regolare dello sciame e gli eventuali incontri con singole scie di polvere.

Il 17 novembre può diventare il 18 sul nostro orologio

Il calendario 2026 dell’International Meteor Organization colloca l’attraversamento nodale regolare delle Leonidi alle 23:45 UTC del 17 novembre. In Italia, dove a novembre è in vigore l’ora solare, corrisponde alle 00:45 del 18 novembre. È il primo dettaglio da controllare quando si confrontano articoli, calendari o appuntamenti pubblicati da osservatori di Paesi diversi: la stessa indicazione può ricadere su due date civili differenti.

Quel riferimento non esaurisce però la previsione. Lo stesso calendario riporta un altro modello che colloca il massimo prima, nel pomeriggio UTC del 17. La scheda sintetica NASA indica invece la notte del 16-17. Non è corretto appiattire queste indicazioni in un unico orario certo per il balcone di casa. Per programmare un’uscita, meglio considerare le notti attorno al massimo e controllare gli aggiornamenti degli astrofili, anziché puntare tutto su pochi minuti.

Le scie antiche interessano gli osservatori, non promettono un’esplosione

Le Leonidi sono associate alla cometa 55P/Tempel-Tuttle. Le particelle lasciate lungo il suo percorso possono incontrare la Terra ed entrare nell’atmosfera, producendo le tracce luminose che chiamiamo meteore. I modelli esaminati dall’IMO indicano, fra il 17 e il 19 novembre, possibili incontri con materiale rilasciato in passaggi molto lontani nel tempo. Le scie descritte hanno però densità basse: un incontro geometrico non equivale automaticamente a un aumento spettacolare delle meteore visibili.

L’UAI lo precisa senza ambiguità: non sono previste nuove tempeste meteoriche. Le celebri manifestazioni storiche delle Leonidi spiegano la fama dello sciame, ma non costituiscono una previsione per questo novembre. Anche osservare un’attività modesta, o non trovare l’aumento suggerito da un modello, può aiutare la ricerca. Per il pubblico significa mantenere aspettative proporzionate: non c’è un numero di scie che il cielo debba consegnare a ogni persona in un’ora.

La Luna va controllata insieme all’orario

Il 17 novembre la Luna raggiunge il primo quarto, come riportano il calendario UAI e quello IMO. Non significa che rovini tutta la notte, né che sia assente appena fa buio. Per scegliere la propria finestra occorre verificare l’orario del tramonto lunare nella località di osservazione. La parte più tarda della notte può offrire condizioni migliori, ma la fase lunare da sola non sostituisce quel controllo.

La NASA suggerisce di iniziare l’osservazione delle Leonidi intorno alla mezzanotte locale e di scegliere un luogo lontano dalle luci cittadine e dai lampioni. In pratica, prima del viaggio vanno confrontati il buio disponibile, la copertura nuvolosa prevista e la possibilità di restare comodamente all’aperto. Un sito molto scuro non aiuta se il cielo è coperto; una notte astronomicamente favorevole non garantisce il meteo in una determinata provincia.

Serve cielo aperto, non un ingrandimento

Per questo tipo di osservazione l’obiettivo è abbracciare una porzione ampia di cielo, non ingrandire un piccolo oggetto. La NASA consiglia una posizione distesa o una sedia da giardino, con coperta o sacco a pelo adatti alle temperature. Agli occhi va lasciato il tempo di adattarsi al buio, circa mezz’ora come ordine di grandezza. Passare continuamente dal cielo a uno schermo luminoso va nella direzione opposta rispetto alla ricerca delle scie più deboli.

Il nome Leonidi deriva dal radiante nella costellazione del Leone, il punto dal quale le traiettorie sembrano provenire per effetto della prospettiva. Non è però un bersaglio da fissare per tutta la notte. La NASA spiega che le meteore sono visibili in diverse parti del cielo e che, guardando lontano dal radiante, le scie possono apparire più lunghe. Non occorre dunque riconoscere perfettamente il disegno della costellazione per iniziare a osservare.

Novembre non è fatto soltanto di Leonidi

Nella prima parte del mese sono attive anche le Tauridi, che l’UAI descrive come relativamente lente e poco numerose, talvolta capaci di produrre eventi molto luminosi. La Luna nuova del 9 novembre favorisce questa fase del calendario. Non vanno confuse con le Leonidi né usate per promettere un bolide a chiunque esca una sera: sono sciami diversi, con caratteristiche e tempi differenti.

Il modo più sensato di prepararsi resta quindi scegliere un luogo accessibile e sicuro, controllare meteo e Luna vicino alla data e riservare tempo all’attesa. Chi partecipa a una serata di un’associazione può verificare il programma aggiornato prima di spostarsi. Il calendario serve a orientare lo sguardo: non trasforma il cielo in uno spettacolo a orario fisso. Le Leonidi di novembre meritano attenzione proprio senza doverle chiamare, in anticipo, una tempesta.

Fonti

  1. UAI, Sezione Meteore, 29 ottobre 2026: appuntamenti di novembre, possibili scie antiche e nessuna tempesta prevista
  2. International Meteor Organization, calendario 2026, pagina 18: orari dei modelli, attraversamento nodale e scie a bassa densità
  3. NASA Science, Leonids: origine delle meteore, radiante e consigli per l’osservazione a occhio nudo
  4. UAI, Cielo di Novembre 2026, sezione Luna: primo quarto il 17 novembre e plenilunio il 24

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Chiara Bruno, Senior Editor, Edizione italiana di Sona News
Scritto da
Chiara Bruno
Senior Editor, Edizione italiana, Sona News

Chiara Bruno guida l’edizione italiana di Sona News e racconta economia, società e cultura con uno stile chiaro e concreto.

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