App Store UE, nuove commissioni: cosa cambia dal 1° ottobre
Apple unifica i termini per le app distribuite nell’UE e apre a più combinazioni di pagamento. Le percentuali cambiano, ma non promettono prezzi più bassi: ecco cosa controllare al checkout.

Dal 1° ottobre cambierà il modo in cui gli sviluppatori possono vendere beni e servizi digitali nelle app distribuite nell’Unione europea. Apple ha annunciato il 18 agosto un solo insieme di termini commerciali al posto dei regimi paralleli introdotti dopo il Digital Markets Act. La novità più visibile è la possibilità di affiancare l’acquisto in-app Apple a un processore alternativo o a un collegamento verso il web. Quella più importante da capire, però, è meno immediata: ogni percorso ha commissioni, responsabilità e strumenti di assistenza diversi.
Per chi usa un iPhone o un iPad in Italia non arriverà un interruttore che rende le app meno care. Le percentuali pubblicate regolano il rapporto fra Apple e lo sviluppatore; non fissano il prezzo al pubblico e non obbligano a trasformare una commissione più bassa in uno sconto. Dal checkout bisognerà guardare quanto si paga, ma anche chi incassa, dove si gestisce l’abbonamento e a chi chiedere un rimborso.
La data è il 1° ottobre, non oggi
I titolari di un account sviluppatore possono già esaminare e accettare il nuovo contratto, ma i termini unificati diventano operativi dal 1° ottobre 2026, oppure dalla data di adesione se successiva. Fino ad allora Apple consente di continuare con gli accordi oggi applicabili ai pagamenti e alla distribuzione alternativa. Anche le app dovranno essere aggiornate e passare la revisione prevista: l’annuncio non prova che una specifica app italiana offra già tutte le opzioni.
Quattro percorsi, quattro commissioni di base
La tabella Apple distingue il canale di distribuzione dal modo in cui si conclude l’acquisto. Le aliquote ridotte dipendono dai programmi cui aderisce lo sviluppatore o dall’età di un abbonamento. Il quadro di base è questo:
- App Store con Apple In-App Purchase: commissione del 26%; 15% per i programmi indicati da Apple e per gli abbonamenti autorinnovabili dopo il primo anno.
- App Store con un processore alternativo dentro l’app: 20%, oppure 10% nei casi agevolati descritti nei termini.
- App Store con un link che porta a un’offerta esterna: 15%, oppure 10% nei casi agevolati; Apple applica la commissione alle vendite concluse entro sette giorni dal tocco sul link.
- Marketplace alternativi e distribuzione via web: Core Technology Commission del 5% sulle vendite di app, beni e servizi digitali comprese nel perimetro contrattuale.
Il nuovo 5% sostituisce la Core Technology Fee, che era calcolata per installazione oltre una determinata scala. Non significa però che ogni transazione esterna costi soltanto il 5% in totale: lo sviluppatore può dover pagare il proprio processore, gestire imposte, frodi, rimborsi e assistenza. Allo stesso modo, il 26% dell’acquisto Apple include servizi che un venditore esterno deve organizzare da sé. Il confronto economico richiede il costo completo, non una sola riga della tabella.
Che cosa vedrà chi compra
Un’app potrà offrire Apple In-App Purchase insieme a un pagamento alternativo e mostrare prezzi o vantaggi differenti. Se presenta entrambe le strade, le regole Apple chiedono che l’opzione Apple sia visibile nello stesso momento e almeno con pari rilievo. Quando il flusso passa a un processore esterno o a un sito, una scheda di sistema deve spiegare che la transazione avviene con lo sviluppatore e non con Apple. È un’informazione sostanziale, non una schermata da chiudere automaticamente.
Gli acquisti esterni non entrano nella cronologia dell’App Store e Apple avverte che funzioni come “Segnala un problema”, gestione degli abbonamenti, condivisione famigliare e rimborsi non rifletteranno quelle transazioni. La responsabilità passa al venditore e al suo fornitore di pagamento. Prima di confermare conviene quindi individuare il nome del soggetto che addebita, salvare la ricevuta e verificare dove si annulla il rinnovo. Un prezzo inferiore può essere conveniente; un’assistenza non identificabile è un costo nascosto.
Il vincolo di 12 mesi riguarda l’app, non l’utente
Lo sviluppatore deve mantenere per 12 mesi la combinazione scelta: acquisto Apple, pagamento alternativo interno, link esterno o più opzioni insieme, in tutti gli store dell’UE. La regola punta a evitare che il checkout cambi continuamente fra Paesi o versioni. Non è un abbonamento annuale imposto al cliente e non impedisce a una persona di scegliere un altro metodo quando l’app lo offre. Vincolo commerciale dell’app e durata del servizio acquistato restano due cose separate.
Minori: più scelta, ma con cancelli obbligatori
Per le app della categoria Kids, i pagamenti con processore alternativo devono stare dietro un controllo genitoriale e non sono ammessi link a siti per comprare. Sotto i 13 anni Apple vieta le offerte esterne e richiede il controllo per gli acquisti alternativi; fra 13 e 17 anni richiede un passaggio genitoriale sia per il pagamento interno alternativo sia per il link esterno. Negli store in cui la soglia del consenso digitale è più alta, le protezioni si spostano di conseguenza. La presenza del cancello non sostituisce comunque la verifica del genitore su prezzo, rinnovo e venditore.
Marketplace e web diventano accessibili a più operatori
Dal 1° ottobre Apple amplia anche i criteri per gestire un marketplace alternativo o distribuire dal web. Fra le vie di ammissione compaiono requisiti finanziari o audit, quotazione, venture capital, natura pubblica o non profit, una lettera di credito oppure un milione di prime installazioni annuali. Le app distribuite fuori dall’App Store continueranno a passare dalla notarizzazione Apple, una verifica di base su identità, funzionamento e minacce note; non è la stessa revisione editoriale e commerciale dell’App Store.
Perché Apple ha riscritto i termini
Il contesto è il Digital Markets Act. Nel giugno 2024 la Commissione europea aprì un procedimento sui termini per marketplace e distribuzione alternativa, citando fra le preoccupazioni la Core Technology Fee. Nell’aprile 2025 multò Apple per 500 milioni di euro in un caso distinto sull’obbligo di permettere agli sviluppatori di indirizzare liberamente gli utenti verso offerte alternative. Apple afferma che l’accordo del 18 agosto, preparato in collaborazione con la Commissione, risolve i disaccordi su termini e distribuzione alternativa. È la formulazione dell’azienda, non una promessa di prezzi per ogni futura app.
La checklist prima del prossimo checkout
- Controllare se il pagamento è gestito da Apple, dentro l’app da un altro processore o su un sito esterno.
- Confrontare il prezzo finale, non la percentuale di commissione raccontata dallo sviluppatore.
- Leggere durata, rinnovo, condizioni di rimborso e soggetto che fornisce assistenza.
- Salvare ricevuta e percorso di disdetta quando l’acquisto non compare nell’account Apple.
- Per un minore, verificare sia il controllo genitoriale sia il venditore prima di autorizzare.
Dal 1° ottobre la scelta potrà diventare più ampia, ma anche più distribuita fra soggetti diversi. Il segnale più utile non sarà il colore del pulsante: sarà sapere chi resta responsabile dopo averlo premuto. È lì che una nuova regola per sviluppatori diventa una decisione concreta per chi compra.
Nota editoriale. Termini e fonti verificati il 24 agosto 2026 alle 12:33 UTC. Le condizioni entrano in vigore dal 1° ottobre e possono essere aggiornate; prima di acquistare controllare il checkout, il venditore e le regole mostrate dall’app.
Fonti
- Apple Newsroom, “Apple announces changes for apps in the European Union”, 18 agosto 2026. Annuncio primario su termini unificati, data di entrata in vigore, commissioni e tutele per minori.
- Apple Developer, “Changes for apps in the European Union”, aggiornato il 18 agosto 2026. Fonte primaria per transizione, distribuzione alternativa, notarizzazione, criteri di accesso e condizioni generali.
- Apple Developer, “Payment options on the App Store in the EU”, aggiornato il 18 agosto 2026. Fonte primaria per flussi di checkout, commissioni, rendicontazione, assistenza, vincolo di 12 mesi e protezioni per minori.
- Commissione europea, “Commission sends preliminary findings to Apple and opens additional non-compliance investigation against Apple”, 24 giugno 2024. Contesto primario sul procedimento relativo ai termini e alla Core Technology Fee.
- Commissione europea, “Commission finds Apple and Meta in breach of the Digital Markets Act”, 23 aprile 2025. Fonte primaria sulla decisione anti-steering e sulla sanzione ad Apple.
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