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Eclissi del 12 agosto: come proteggere davvero gli occhi

In Italia sarà parziale e molto bassa sull’orizzonte. Per guardarla servono filtri ISO 12312-2: occhiali da sole, vetri improvvisati e dispositivi ottici non protetti non bastano.

Osservatore con occhiali per eclissi davanti a un orizzonte al tramonto, con il Sole parziale visibile nel filtro.
Illustrazione concettuale dell’osservazione protetta di un’eclissi parziale; non rappresenta la visibilità da una località precisa. Immagine generata dall’IA

Mercoledì 12 agosto il cielo offrirà uno spettacolo raro, ma in Italia non sarà il buio improvviso di un’eclissi totale. La fascia di totalità attraverserà soprattutto Groenlandia, Islanda e Spagna; dal nostro Paese il Sole resterà sempre almeno in parte visibile. È il dettaglio che conta per la salute: finché una porzione del disco solare è scoperta, guardarla senza un filtro adatto può lesionare la retina. Il tramonto, le nuvole leggere o la sensazione che la luce sia meno intensa non rendono l’osservazione sicura.

Secondo le mappe dell’Istituto nazionale di astrofisica, il fenomeno inizierà intorno alle 19:30, con fasi intermedie verso le 19:50 e il massimo locale attorno alle 20:20. Gli orari effettivamente osservabili cambiano con la località e con il tramonto. Nord e versante occidentale saranno favoriti, con coperture del disco che in alcune aree possono superare il 90 per cento; al Centro e al Sud l’eclissi sarà più modesta o il Sole potrà scendere prima dietro l’orizzonte. Serve quindi una visuale molto bassa verso ovest-nord-ovest: anche un rilievo lontano può nascondere il fenomeno.

Il filtro giusto non è un occhiale da sole più scuro

Per osservare direttamente il Sole servono occhialini per eclissi o un visore manuale progettati per questo uso e conformi alla norma ISO 12312-2. La norma riguarda i filtri per l’osservazione diretta del Sole e non i normali occhiali da sole. Controllate che il prodotto provenga da un produttore o rivenditore affidabile, che riporti chiaramente la conformità e che la pellicola filtrante non abbia graffi, fori, strappi o distacchi dal supporto. Una scritta stampata su un prodotto anonimo, da sola, non è una garanzia di qualità.

La procedura è semplice ma va rispettata: prima voltatevi lontano dal Sole, indossate il visore e solo allora alzate lo sguardo; al termine, distogliete prima gli occhi e togliete il visore dopo. Con un filtro corretto il cielo apparirà nero e il Sole sarà l’unico oggetto chiaramente visibile. Se il visore lascia passare una scena luminosa ordinaria, è danneggiato o non si adatta bene al volto, non usatelo. I comuni occhiali da sole, anche sovrapposti, le pellicole radiografiche, il vetro affumicato e i filtri fatti in casa non sono sostituti affidabili.

Binocoli e telescopi cambiano il rischio

Non guardate il Sole attraverso fotocamere, binocoli o telescopi non filtrati, nemmeno indossando gli occhialini per eclissi. Le ottiche concentrano la radiazione e possono danneggiare sia il filtro davanti agli occhi sia la retina. Per questi strumenti occorre un filtro solare specifico montato sul lato rivolto al Sole, non sull’oculare, scelto e installato con competenza. Chi non ha esperienza dovrebbe affidarsi a un osservatorio, a un gruppo di astrofili o alla diretta INAF invece di improvvisare un adattamento.

La proiezione è l’alternativa più semplice

Si può seguire l’eclissi senza guardare il Sole. Un piccolo foro in un cartoncino può proiettare l’immagine su un secondo foglio bianco; anche i minuscoli spazi tra le foglie o i fori di uno scolapasta producono molte falci luminose. Bisogna tenere le spalle al Sole e osservare soltanto la proiezione: il foro non è un mirino e non va mai guardato. È una soluzione utile con i bambini, che richiedono comunque la supervisione continua di un adulto. La soluzione ancora più prudente, se mancano visori certificati o un orizzonte adatto, è seguire una trasmissione da un osservatorio.

Perché il danno può passare inosservato

La retinopatia solare colpisce la retina, il tessuto che riceve la luce nella parte posteriore dell’occhio. Non provoca necessariamente dolore al momento dell’esposizione perché la retina non possiede recettori del dolore. I disturbi possono emergere dopo alcune ore: visione centrale sfocata, una macchia cieca, linee che sembrano piegate, maggiore sensibilità alla luce o colori percepiti in modo diverso. L’assenza di fastidio immediato non è quindi un test di sicurezza.

Se dopo avere guardato il Sole senza una protezione adeguata compare anche un disturbo lieve della vista, è opportuno contattare rapidamente un oculista. Non esiste un rimedio domestico che annulli l’esposizione e non conviene aspettare che il sintomo “passi da solo”. Molte persone migliorano nel tempo, ma alcune alterazioni centrali possono durare: la valutazione specialistica serve a identificare il danno e a escludere altre cause, non a promettere un recupero certo.

Il piano pratico per il 12 agosto

  • Controllate sulle mappe INAF se dalla vostra località il Sole sarà ancora sopra l’orizzonte e scegliete un punto sicuro, fermo e con visuale libera verso ovest-nord-ovest.
  • Procuratevi in anticipo un visore solare ISO 12312-2 da una fonte affidabile e ispezionatelo alla luce, senza rivolgerlo verso il Sole.
  • Fate provare la sequenza “indossa, guarda, distogli, togli” prima dell’evento, soprattutto ai bambini.
  • Lasciate a casa filtri improvvisati e strumenti ottici non equipaggiati con un filtro frontale dedicato.
  • Se il meteo, l’orizzonte o l’attrezzatura non sono adatti, scegliete la proiezione indiretta o la diretta INAF: perdere una fotografia è sempre preferibile a rischiare la vista.

L’eclissi italiana sarà breve, bassa e diversa da città a città. Prepararla bene significa separare due domande: “da qui si vedrà?” e “ho il mezzo corretto per guardarla?”. Le mappe rispondono alla prima; un visore solare verificato, oppure un metodo indiretto, alla seconda. La luce arancione del tramonto è suggestiva, non protettiva.

Nota editoriale. Informazioni generali di prevenzione: non sostituiscono una valutazione oculistica. In caso di disturbi visivi dopo l’esposizione al Sole, rivolgersi rapidamente a un professionista sanitario.

Fonti

  1. Ministero della Salute: eclissi solare del 12 agosto 2026, come vederla in sicurezza
  2. INAF: al tramonto del 12 agosto ci sarà un’eclissi solare
  3. NASA Science: Eclipse Viewing Safety
  4. ISO: ISO 12312-2:2015, filtri per l’osservazione diretta del Sole
  5. AAPOS: Solar Retinopathy

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Chiara Bruno, Senior Editor, Edizione italiana di Sona News
Scritto da
Chiara Bruno
Senior Editor, Edizione italiana

Chiara Bruno guida l’edizione italiana di Sona News e racconta economia, società e cultura con uno stile chiaro e concreto.

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