Swift, LINK riparte dal software: il rendezvous resta da conquistare
Il nuovo controllo d’assetto usa gli attuatori rimasti. È un recupero decisivo, non la fine della missione: prima della cattura servono manovre, verifiche e margine orbitale.

Il veicolo robotico LINK ha superato un passaggio che pochi giorni fa appariva tutt’altro che scontato: Katalyst Space è riuscita a caricare un nuovo software di volo capace di governare l’assetto con gli attuatori rimasti disponibili. L’aggiornamento riapre la strada verso il Neil Gehrels Swift Observatory della NASA, ma non equivale né a un rendezvous né a una cattura riuscita. Fra i due satelliti restano manovre orbitali, controlli progressivi e una decisione di sicurezza prima del contatto.
La NASA ha comunicato l’11 agosto che i nuovi algoritmi sono stati progettati per mantenere stabile LINK nella configurazione attuale. Il programma immediato prevede una serie di accensioni e manovre per portare la sua orbita ad allinearsi con quella di Swift. A ogni fase Katalyst e NASA valuteranno la risposta del veicolo: è questo il significato operativo dell’aggiornamento. Il software offre un modo diverso di usare l’hardware superstite; non ripara i componenti che hanno smesso di funzionare e non garantisce da solo l’esito finale.
Da una rotazione incontrollata a un nuovo schema di guida
Il problema era emerso durante il collaudo in orbita. Il 28 luglio la NASA riferiva che due delle tre ruote di reazione di LINK non erano operative e che il sistema di propulsori a gas freddo aveva perso parte della funzionalità. Il veicolo era entrato in una rotazione su più assi, con comunicazioni sporadiche. Gli altri sottosistemi principali risultavano invece attivi, LINK disponeva di energia e il team manteneva il contatto: condizioni che hanno permesso di tentare il recupero invece di dichiarare conclusa la missione.
La prima risposta non è stata il nuovo codice, ma la riduzione del moto. Usando accensioni di un propulsore elettrico, il team ha portato la velocità di rotazione da circa 9 a 1,47 gradi al secondo, secondo l’aggiornamento NASA del 6 agosto. Solo dopo è stato possibile passare al controllo riprogettato, che incorpora gli attuatori disponibili in uno schema coerente con la nuova configurazione. È un caso concreto di adattamento in volo: si riscrive il modo in cui il veicolo distribuisce i comandi perché la macchina reale non coincide più con quella prevista al lancio.
La prossima prova è orbitale, non informatica
Il caricamento riuscito sposta ora il rischio dal recupero di base alla navigazione relativa. LINK deve modificare gradualmente la propria orbita, avvicinarsi a Swift, eseguire le attività di prossimità e ispezionare il bersaglio prima che una cattura possa essere autorizzata. La tabella di marcia pubblicata da Katalyst mantiene la cattura subordinata allo stato di salute del veicolo e alla sicurezza dell’approccio. In altre parole, “pronto a continuare” non significa “arrivato”: descrive la possibilità di riprendere una sequenza interrotta.
Anche il tempo conta. Nell’aggiornamento dell’11 agosto, la NASA collocava Swift a circa 216 miglia, cioè 347 chilometri, di altitudine. L’agenzia spiega che un rialzo orbitale diventerebbe più difficile sotto una quota media di circa 185 miglia, 300 chilometri. Il margine non è quindi una data di scadenza precisa, perché la resistenza atmosferica varia con l’attività solare e l’assetto del satellite; è però la soglia tecnica che dà senso alla cautela e alla rapidità delle prossime verifiche.
Perché salvare Swift interessa anche l’Italia
Swift osserva dal 2004 lampi gamma e altri fenomeni transienti con tre strumenti: il Burst Alert Telescope, il telescopio a raggi X e quello ultravioletto-ottico. Quando rileva un evento breve, normalmente ruota rapidamente per seguirlo e distribuisce la posizione alla comunità astronomica. Per rallentare la perdita di quota, da febbraio la missione ha sospeso temporaneamente gran parte delle operazioni scientifiche e mantiene un orientamento che riduce la resistenza. Il rivelatore BAT continua a individuare lampi gamma, ma Swift non si riposiziona come di consueto per osservarli con gli altri telescopi.
Non è una storia soltanto statunitense. L’Agenzia Spaziale Italiana ricorda che l’Italia ha contribuito allo specchio e alla calibrazione del telescopio XRT, alle comunicazioni attraverso la base di Malindi e ASI-NET, al software scientifico e all’archivio dati. La NASA include inoltre l’Osservatorio di Brera e l’ASI fra i partner della missione. Prolungare la vita di Swift significa quindi difendere una rete scientifica alla quale partecipano ricercatori e infrastrutture italiane, oltre a testare un servizio robotico applicabile a satelliti non nati per essere riforniti o riparati.
I segnali da cercare nei prossimi aggiornamenti
- La stabilità di LINK durante accensioni più lunghe e cambi d’orbita, non soltanto dopo il caricamento del software.
- L’allineamento orbitale e l’avvio delle operazioni di prossimità, che precedono qualsiasi tentativo di presa.
- Una conferma esplicita della NASA o di Katalyst su ispezione, sicurezza e autorizzazione alla cattura.
- Solo dopo il contatto, la riuscita della spinta che dovrà aumentare realmente la quota di Swift.
La distinzione serve a leggere correttamente una missione che procede per soglie. Il recupero della rotazione ha reso possibile l’aggiornamento; l’aggiornamento rende possibili le manovre; le manovre, se riusciranno, potranno rendere possibile l’incontro. Nessuno di questi passaggi sostituisce il successivo. Per ora il risultato verificato è importante e circoscritto: LINK ha di nuovo una strategia di controllo e può prepararsi a riprendere la rotta. Swift è ancora davanti, separato e in attesa.
Nota editoriale. Stato della missione verificato il 13 agosto 2026 alle 12:12 UTC. LINK non aveva ancora completato rendezvous, cattura o rialzo orbitale; le fasi e le quote possono cambiare con i successivi aggiornamenti ufficiali.
Fonti
- NASA, “NASA Swift Boost Spacecraft Prepares to Continue Mission”, 11 agosto 2026. Fonte primaria per caricamento riuscito del software, nuovi algoritmi basati sugli attuatori rimasti, prossime manovre e quote di Swift.
- NASA, “LINK Spacecraft Recovery Progressing for NASA’s Swift Boost”, 6 agosto 2026. Fonte primaria per riduzione della rotazione da circa 9 a 1,47 gradi al secondo e preparazione del nuovo controllo d’assetto.
- NASA, “Commissioning Update for Spacecraft to Boost NASA’s Swift”, 28 luglio 2026. Fonte primaria per ruote di reazione, funzionalità parziale dei propulsori a gas freddo, comunicazioni e condizioni dei sottosistemi.
- Katalyst Space, “Swift Boost Mission – LINK Updates”, aggiornamento dell’11 agosto 2026. Fonte del costruttore per schema di controllo aggiornato, manovre previste e sequenza ancora condizionata di rendezvous e cattura.
- NASA, “NASA’s Swift Mission Transitions Ops to Prep for Orbit Boost”, 11 febbraio 2026. Fonte primaria per sospensione temporanea di gran parte delle osservazioni, assetto a bassa resistenza e attività residua del BAT.
- Agenzia Spaziale Italiana, “Swift”, consultata il 13 agosto 2026. Fonte istituzionale per strumenti, obiettivi scientifici e contributi italiani alla missione.
- NASA, “NASA Awards Company to Attempt Swift Spacecraft Orbit Boost”, 24 settembre 2025, aggiornata il 23 aprile 2026. Fonte primaria per contratto, valore sperimentale del servicing e partner internazionali, inclusi ASI e Osservatorio di Brera.
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